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Quando si smette di fumare cosa succede al corpo?

Qualunque sia il motivo per cui si decide di smettere di fumare, sarà sempre una buona cosa, e una conquista di carattere e decisione. Diciamo che la motivazione più valida è relativa al miglioramento, fuori discussione, del proprio stato di salute, ma sono sempre di più anche le persone che decidono di abbandonare il fumo anche per una questione economica.

Prendendo, in ogni caso, questa decisione, nell’organismo si innesca una serie di reazioni che, ovviamente, portano benefici, persino dopo soli 20 minuti. Infatti, già dopo questo brevissimo lasso di tempo, la pressione sanguigna e il battito cardiaco tornano a livelli normali. La nicotina stimola il rilascio di epinefrina (o adrenalina) e norepinefrina, due sostanze che stimolano il battito e restringono i vasi sanguigni, che si dissolvono nel breve periodo.  

Vediamo una panoramica degli effetti negativi che andremo ad abbandonare quando decideremo di togliere per sempre dalla nostra vita il vizio del fumo.

Effetti collaterali derivati dal fumo

Partiamo da un disturbo, più che un effetto collaterale vero e proprio, relativo al fatto che i fumatori tendono ad avere sempre mani e piedi freddi, causati da una minore attività dei vasi sanguigni. Ma fumare fa davvero male, lo sappiamo tutti, e non solo perché raffredda le mani o perché aumenta la pressione sanguigna. Senza dubbio i danni maggiori li riscontriamo ai polmoni e alle vie respiratorie, anche se non sono i soli organi a subirne le conseguenze.

I numeri sono impressionanti: senza entrare in un merito più medico/scientifico, possiamo affermare che le sostanze che si liberano dalla combustione del tabacco e della carta sono circa 4000, di cui almeno 400 tossiche e addirittura 40 cancerogene! Basterebbe davvero solo questo per convincere a dire stop!.

Stiamo parlando di principi che possono provocare mutazioni del DNA, e che sono alla base della possibile evoluzione di malattie anche molto gravi. Sostanze chimiche come catrame, benzene, formaldeide, monossido di carbonio e addirittura arsenico si sprigionano ad ogni boccata, con tutto ciò che ne consegue, specie col perdurare del tabagismo negli anni. In realtà, questo mix sintetico avrebbe sapore e odore sgradevole, se l’effetto non fosse coperto, o meglio, assuefatto, dalla nicotina, la principale responsabile della dipendenza alla sigaretta, che ammanta ogni altro odore e sapore.

Miglioramenti quando si smette di fumare

Come abbiamo visto, già dopo una ventina di minuti dall’ultima sigaretta, i valori sanguigni e cardiaci riprendono ad essere regolari. Ma è un tempo brevissimo, e lo stimolo potrebbe ancora, nella peggiore delle ipotesi, far cadere in tentazione il nostro “ex” fumatore (ci piace già chiamarlo così). E allora diamogli fiducia, e lasciamo che trascorrano almeno un paio d’ore: in realtà qui inizierà già la prima crisi d’astinenza da nicotina. Si manifesta con tensione e sbalzi d’umore, senza dubbio sensazioni non piacevoli, ma che, con un po’ di forza di volontà, possono essere tenute sotto controllo.

Il vero primo miglioramento sostanziale inizia dopo circa 8/9 ore quando il sangue comincia a liberarsi dal monossido di carbonio, il gas nocivo che, formatosi nei processi di combustione, si lega all’emoglobina, inibendo la capacità di assorbimento dell’ossigeno. Nei fumatori incalliti, questo gas aumenta le dimensioni dei globuli rossi, aumentando il rischio di coaguli causati da un’eccessiva densità.

Dopo 1 giorno intero, mediante una reazione naturale fisiologica, l’ex fumatore inizia una vera e propria crisi di tosse, poiché l’organismo cerca di eliminare le tossine presenti nelle vie respiratorie. Il giorno successivo, vale a dire dopo 48 ore, questi effetti, così come il deposito di nicotina, cominciano a sparire, e si ricomincia a sentire il gusto del cibo, i profumi e i sapori.

Astinen10za

Siamo, dunque, in una prima fase di miglioramento, ma anche, purtroppo, in un periodo fortissimo di crisi d’astinenza, molto duro per chi ha deciso di fare questo grande passo. Smettere non è certo facile, è vero, specie i primi giorni, quando la mancanza della nicotina, ma anche dell’abitudine ormai radicata, si fanno sentire.

E’ molto frequente, in questo periodo, sentirsi irritabili, depressi o molto agitati, al punto da soffrire anche d’insonnia, con difficoltà a concentrarsi sul lavoro. In questa fase, forse la più delicata, ci si può aiutare con alcuni suggerimenti prescritti dal medico o prodotti sostitutivi della nicotina, anche se il consiglio spassionato è di non cercare palliativi che potrebbero, diciamo così, indurre in tentazione, come la sigaretta elettronica. Meglio concentrarsi sui vantaggi che si desidera ottenere e sul motivo che ha spinto a smettere di fumare. Anche una passeggiata con amici o compagni che aiutino nell’impresa può essere una soluzione.

Dopo 1 o 2 settimane al massimo la fase acuta senza dubbio si affievolirà, lasciando il posto ad una sensazione generale di benessere appagante e meno faticosa. Nell’arco di 3/6 mesi, poi, migliorerà la capacità polmonare e, tra 1 e 2 anni, i risichi di infarto e ictus si ridurranno del 50%, fino a essere paragonabili a quelli di un non fumatore.

Aumento di peso

Non esiste una reale correlazione fra lo stop alle sigarette e un aumento sintomatico di peso: in realtà è, questo, forse un alibi che viene utilizzato dai fumatori restii ai tentativi di interrompere il vizio. E’ pur vero, comunque, che, almeno all’inizio, ci si possa rifugiare in cibo alternativo alla sigaretta, purtroppo con la stessa frequenza con cui veniva accesa quest’ultima.

In ogni caso, i vantaggi sulla salute sono talmente elevati che non c’è paragone fra le due situazioni, anche perché, nella peggiore delle ipotesi, un aumento di peso di questo tipo sarebbe comunque solo transitorio. Piuttosto, per evitare di mangiare a sproposito, si può ovviare ricorrendo ad alimenti come frutta e verdura, ipocalorici, accompagnati da un’attività fisica senza pretese di agonismo, ma con lo scopo di distrarsi e fare movimento.

Come smettere di fumare?

Già, esiste davvero un metodo infallibile? La risposta è si, e quel metodo è senza dubbio la forza di volontà e la convinzione. Tutti i modi reclamizzati ed utilizzati da chi prenda questa decisione, infatti, non saranno mai validi se non ci sarà il convincimento di potercela e volercela fare.

Sconfiggere questa dipendenza, pur se difficile, è davvero possibile: ricordiamoci che l’organismo non ha certo bisogno del fumo, anzi, è vero il contrario, al punto che spesso insorgono malattie croniche, a volte anche molto gravi. Quindi bisogna convincersi di questo, e che si sta molto meglio senza tabacco.

Infine, un consiglio: evitate di pensare che, anziché smettere, si possa ridurre la quantità di sigarette quotidiane: sarebbe solo un metodo temporaneo, è assodato, che porterebbe a riprendere gradatamente il vizio come in precedenza. Se si dice basta dev’essere definitivo, e drastico.