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Quando si perde il lavoro

Purtroppo avviene a molti, purtroppo avviene sempre più spesso: società che chiudono dall’oggi al domani o che tagliano drasticamente il personale e così il restare senza lavoro continua a mietere vittime.

Perdere il lavoro è un qualcosa che può annientare, soprattutto se si ha una famiglia a carico, o se si vive soli, senza nessuno a cui appoggiarsi, perdere il lavoro  per alcuni, per molti, significa perdere un pezzo di vita, una fonde di sostentamento (a volte l’unica), significa perdere le speranze, i sogni, significa mandare a monte i progetti, significa rinunciare, significa a volte perdere la dignità, spesso perdere il sorriso. Continua a leggere

Quando si può chiedere l’indennità di disoccupazione?

 

domanda disoccupazione

domanda disoccupazione

Purtroppo accade sempre più spesso che si perda il lavoro che si aveva da anni, che ci si trovi così da un giorno all’altro senza più quella sicurezza che ci consente di fare un minimo di programmi per il futuro, di vivere la quotidianità con serenità. Spesso le società chiudono o praticano tagli al personale, talvolta la mancanza di commesse costringe a licenziamenti e così ci si trova senza lavoro.

Trovare subito un’altra occupazione è di certo auspicabile ma non è semplice. Oltre a non abbattersi troppo, oltre a mettersi subito in moto alla ricerca di un nuovo lavoro, è bene conoscere quali sono i propri diritti in tema di indennità di disoccupazione.

Chi ha infatti perso il lavoro per cause involontarie ha diritto a un importo mensile, comprensivo di assegni famigliari, che consente, in attesa di trovare un’altra occupazione di “tamponare” le spese e di avere un’entrata sicura. Si tratta dell’indennità di disoccupazione.

Vediamo quando si può chiedere l’indennità di disoccupazione, quali sono i requisiti, le modalità di presentazione della domanda e quando decadono i requisiti.

L’indennità di disoccupazione è una prestazione economica che viene erogata per tutelare, ameno in parte, i lavoratori dipendenti che, per cause da loro indipendenti, hanno purtroppo perso il lavoro.
Spetta ai dipendenti che hanno, o meglio che hanno avuto, un rapporto di lavoro subordinato compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni;

Per avere diritto all’indennità di disoccupazione, oltre ai requisiti sopra esposti, è indispensabile lo stato di disoccupazione involontario che deve essere attestato dall’ex lavoratore attraverso una dichiarazione con la quale l’interessato deve specificare l’attività lavorativa che ha svolto e la disponibilità a svolgere un’altra attività lavorativa in modo immediato.

Qualora il lavoratore si sia licenziato non spetta la disoccupazione, tranne che in alcuni rarissimi casi. Vediamo quali sono.
Ad esempio se si tratta di dimissioni volontarie avvenute durante il periodo di maternità, o se si tratta di dimissioni per giusta causa (mobing, spostamento luogo di lavoro ad oltre 50 km)

Per vedersi riconosciuta l’indennità di disoccupazione il lavoratore deve presentare domanda all’INPS in via telematica o attraverso i servizi telematici direttamente nel portale inps (vi si può accedere solo se in possesso del PIN richiedibile anche on line) o attraverso il Contact Center multicanale che si può contattare con il numero telefonico 803164 gratuito (solo da rete fissa) o il numero 06164164 ( a pagamento da rete mobile).
Altrimenti ci si può recare presso un patronato che provvederà ad inoltrare la domanda on line per conto dell’interessato.

I termini per presentare la domanda di disoccupazione sono due mesi dalla data di inizio del periodo indennizzabile.

L’erogazione dell’indennità di disoccupazione spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, nel caso in cui la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno dopo a quello in cui è stata presentata la domanda, nel caso in cui questa sia stata presentata dopo l’ottavo giorno; dalla data di rilascio della dichiarazione rilasciata al centro per l’impiego (dichiarazione in cui si ci rende immediatamente disponibili a svolgere un’altra attività lavorativa) se questa dichiarazione è successiva alla presentazione della domanda di disoccupazione;

L’importo che verrà corrisposto sarà pari al 75% della retribuzione media mensile dell’ultimo biennio. L’importo della prestazione non può in ogni caso essere superiore ad un importo limite che di anno in anno viene stabilito.

Qualora la retribuzione media sia superiore all’importo stabilito occorre calcolare la prestazione in questo modo: al 75% dell’importo stabilito (per l’anno 2014 questo importo è di € 1.192,98) più il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed € 1.192,98 (per l’anno 2014).

Dopo sei mesi di l’indennità si riduce del 15% e dopo dodici mesi scende ancora di un ulteriore 15% .
Si può riscuotere l’indennità con accredito su conto corrente bancario o postale o su libretto postale o con
bonifico domiciliato presso uno sportello Poste Italiane dove risiede il richiedente o direttamente al domicilio del richiedente.

Quando decade il beneficio di disoccupazione?

Ovviamente quando l’ex lavoratore trova un’altra occupazione con un contratto di lavoro superiore ai 6 mesi, quando sopraviene il pensionamento anticipato, quando l’ex lavoratore rifiuta di partecipare o non partecipa regolarmente ad un’attività di formazione propostagli dai centri per l’impiego, quando l’ex lavoratore rifiuta un lavoro la cui retribuzione supera il 20% dell’importo lordo dell’indennità di disoccupazione. La speranza e l’augurio è che decada perchè si è trovata un’altra occupazione.

Riassumendo: se avete perso il vostro lavoro per cause da voi indipendenti rivolgetevi ad un patronato (è gratuito), verificate con lo stesso la presenza dei requisiti e presentate tramite patronato la domanda di indennità di disoccupazione.

Foto di Pubblico Dominio di Geralt

Quando e come attivare un Numero Verde Aziendale

numeroverdeOttenere un numero verde da mettere a disposizione dei propri utenti è una cosa abbastanza facile.

Tuttavia, alcuni passaggi di questo iter potrebbero sembrare difficili: per dimostrare che non è così, vogliamo spiegarvi come configurare un numero verde e, soprattutto, vogliamo spiegarvi quelli che sono dei termini specifici che possono essere di difficile interpretazione, almeno a primo acchito.

Andiamo per gradi e diciamo che la prima mossa da fare è quella di individuare l’azienda che offre il pacchetto giusto per le proprie esigenze. In questo modo si stipulerà un contratto con quest’ultima finalizzato all’acquisto del numero verde: si decide se si vuole usufruire di un abbonamento o di un piano ricaricabile e il gioco è fatto.

E qui entra in gioco la prima possibile personalizzazione: un numero verde può essere interamente scelto dal cliente? Le compagnie che si occupano di vendita di numeri verdi, solitamente offrono un numero considerevole di combinazioni tra cui scegliere.

Tuttavia, alcune offrono anche la possibilità, a pagamento, di scegliere un numero verde personalizzato e significativo per la propria attività. Le aziende o gli enti che scelgono suddetta soluzione vogliono rendere il numero quanto più vicino possibile all’utente, che non deve fare nessuno sforzo per ricordarlo.

Detto questo, diciamo anche che il numero verde può essere personalizzato, in base a quelle che sono le esigenze di chi lo mette a disposizione dell’utenza. Vediamo, quindi, come si può configurare un numero verde in modo da renderlo più friendly per chi chiama.

Ricordiamo che, sebbene chiamare un numero verde sia totalmente gratuito perché tutto il costo e a carico del destinatario, è molto fastidioso dovere attendere in linea o non essere reindirizzati immediatamente al settore che si cerca.

Ecco perché è importante che un numero verde offra anche un servizio di centralino virtuale. A cosa serve? A instradare le chiamate. In questo momento, molti di voi si staranno chiedendo cosa si intende per instradare, perché si tratta di un termine abbastanza desueto e, comunque, molto specifico.
Un instradamento è una serie di regole che gestiscono il funzionamento del numero verde in determinati orari e in determinate date. In questo modo, il numero verde potrà essere configurato al meglio e il cliente che ne acquista uno può farlo da sé direttamente online.

Grazie all’instradamento, in determinate ore e in determinati giorni risponde un determinato numero fisso e in altri un numero cellulare, ma il numero che il cliente compone è sempre lo stesso. Inoltre, in questo modo si può far scattare una musichetta quando il numero non è raggiungibile o non ci sono operatori liberi al momento oppure la segreteria telefonica quando non si risponde.

Si possono scegliere giorni e fasce orarie per qualsiasi cosa, in modo da rendere il servizio molto comodo per chi chiama che, in ogni caso, avrà sempre una risposta che gli indicherà di attendere, di lasciare un messaggio o di richiamare in una tale fascia oraria.

Fanno parte di questo servizio anche quei messaggi di benvenuto che si sentono quanto si chiama un numero verde e le liste che indicano i tasti da premere per accedere in maniera diretta a un determinato servizio piuttosto che a un altro.

Solitamente, si possono assegnare i numeri da 1 a 100 per identificare un certo servizio: sono quei numeri che il chiamante andrà a cliccare sulla propria tastiera. Tutto questo serve per fare avvicinare utente e azienda, società o ente.

Serve, quindi, a tutti avere questa sorta di centralino virtuale, che è compreso, tra l’altro, nei pacchetti che si comprano per venire in possesso di questa tipologia di numeri. Acquistando un numero verde, si può usufruire di tutta l’assistenza dei centri specializzati delle singole società che potranno fornire le notizie utili in merito. Prima di acquistare un numero verde è bene consultare le FAQ della società prescelta o mettersi in contatto con l’assistenza, in modo da avere ben chiara la situazione e quelle che sono le possibilità di personalizzazione.

Quando andrò in pensione?

pensionatoEcco la domanda da 100 milioni di dollari, quella per la quale sembra non esserci una risposta certa, quella che, data l’importanza, si teme quasi di sentire la risposta. Intanto speriamo che si riesca ad andarci in pensione, ossia che si possa trovare e mantenere un lavoro stabile con i contributi pagati che  possano assicurare un futuro sereno perlomeno sul lato economico.

Ok, detto questo vediamo quando si andrà in pensione, ovviamente mi riservo di dire che questo articolo si autodistruggerà automaticamente non appena un’altra ulteriore novità sull’argomento riporterà polemiche, dibattiti e tanto altro ancora. Vediamo il presente. Continua a leggere

Quando dare le dimissioni?

1Se si decide di lasciare il proprio posto di lavoro e se questa decisione non è in alcun modo influenzata da qualche evento a voi non imputabile (dimissioni per giusta causa) è obbligatorio dare il preavviso. Dare le dimissioni e lasciare il posto di lavoro da un giorno all’altro non è possibile ed è indispensabile rispettare quanto stabilito nel vostro contratto di lavoro. Continua a leggere