Archivi categoria: Salute

Quando è il momento di fare un figlio?

Che domanda bizzarra vero? Eppure questo è uno dei dilemmi che affliggono tante donne, tante coppie. Il fatto è che abbiamo l’abitudine di programmare tutto, di mettere la nostra vita in un’agenda dove tra appuntamento dal dentista e promemoria della spesa citiamo la frase avere un figlio. Ovviamente si tratta di un’estremizzazione ma per tanti versi purtroppo la situazione somiglia molto a questa triste immagine. Continua a leggere

Quando usare la maschera antismog

Argomento sempre, purtroppo, molto attuale quello che riguarda l’inquinamento atmosferico.

Quotidianamente o quasi sentiamo parlare nei telegiornali di smog, p10 e polveri sottili. Dati allarmanti, preoccupanti che quasi ci inducono ad uscire di casa il meno possibile laddove ci troviamo davanti al superamento dei limiti consentiti o  che ci disincentivano all’utilizzo della bicicletta. Continua a leggere

Quando cambiare le lenzuola?

bed-1158267_960_720La piacevole sensazione di entrare in un letto con le lenzuola appena cambiate la conosciamo tutti. Si dorme meglio è indubbio. Ma perché? E’ solo una questione di sensi? E’ solo perchè si ha la sensazione di “fresco e pulito”? In realtà è molto di più. Continua a leggere

Quando il bambino ha la tosse

adorable-20374_640La tosse è un sintomo che impone sempre o quasi sempre una visita medica. La tossa significa infatti che esiste una infiammazione della gola o peggio dei bronchi o dei polmoni. Ci sono molti tipi di tosse: c’è la tosse grassa, catarrale o secca, stizzosa, con andamento uniforme o che si presenta solo in determinati momenti della giornata ad esempio la sera e la mattina. Continua a leggere

Quando il latte materno non basta più

 

Quante volte alle neo mamme viene posta la domanda “gli/le dai il tuo latte?” e alla risposta affermativa ci si sente rispondere “che fortuna”? Allattare al seno è impegnativo, ma è un’esperienza davvero unica, è un peccato non viverla. Il latte materno è un alimento insostituibile, unico, prezioso. Per questo l’allattamento al seno va protetto, incoraggiato, prolungato per più tempo possibile. Però talvolta può accadere che il latte termina all’improvviso o inizia a scarseggiare. Allora in questi casi viene in aiuto il latte artificiale. Continua a leggere

Quando misurare la pressione arteriosa

sfigmomanometro

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Quante volte ci siamo sentiti dire come risposta a nostri svariati malesseri “sarà stato uno sbalzo di pressione”. In effetti la pressione o, meglio, lo sbalzo di pressione è spesso causa di malesseri e talvolta spia di un qualcosa di più serio. Continua a leggere

Quando il neonato ha le coliche


foto di public domain

Uno dei tasti dolenti quando si parla di neonati è la colica. Li portiamo a casa dall’ospedale beati e pacifici, che mangiano e dormono e poi un “bel” giorno ce li ritroviamo disperati, inconsolabili alle prese con un pianto incessante, talvolta con grida strazianti. Nessuna paura è la colica e come è arrivata se ne andrà al massimo, generalmente, dopo i tre mesi di vita.

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Quando il parto è pretermine

125586702_c5305255d7L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Federazione Internazionale di Ginecologia ed Ostetricia definiscono pretermine il parto che avviene prima della 37sima settimana compiuta di gravidanza considerando la data del primo giorno dell’ultima mestruazione. Continua a leggere

Quando si induce il parto?

bebe

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Foto CC BY-SA di Solangg

Il momento del parto è il momento più bello, più importante e più delicato nella vita di una donna, ma anche in quella di un uomo se si tratta del padre del bambino. E’ il momento in cui finalmente si potrà vedere ed abbracciare il proprio figlio dopo ben 9 mesi di attesa. Il momento del parto viene immaginato, sognato, pensato in tanti modi. Si pensa a quando accadrà, a come accadrà, a cosa avverrà a dove saremo quando le prime contrazioni ci sorprenderanno o quando la rottura delle acque ci disarmerà.

Ci sono casi in cui però il parto verrà indotto. Quando occorre indurre il parto? In linea di massima per quel che concerne l’induzione al parto ci si rifà alle linee guida regionali che riprendono quelle del Royal College britannico.

Il parto viene indotto ogni qual volta è necessario che la donna partorisca e non è fisicamente pronta a farlo. Quando il tempo di gestazione ed il “range” sono scaduti, ossia dopo la 42a settimana di gestazione; quando ci sono situazioni particolari che durante il parto potrebbero aggravarsi (ipertensione, diabete, preeclampsia, problemi cardiaci; quando il bambino soffre ha un’alterazione o ha bisogno urgente di un trattamento extrauterino; quando il bambino è troppo grande e si rischia che cresca troppo: in caso di madri multipare con parti precedenti molto rapidi.

Come si valuta la possibilità di indurre il parto?

Quando la cervice è matura, le contrazioni dell’utero devono aumentare di intensità e frequenza. Se questo non avviene si somministra ossitocina, attraverso la flebo. Si tratta di procedure che richiedono un monitoraggio costante del bebè e una valutazione generale costituita da parametri ( la lunghezza, la consistenza o il grado di dilatazione del collo uterino, oltre alla posizione della testa del bebè) valutati con una scala da 1 a 3, con un test chiamato test di Bishop. Se il totale dei punti è superiore a 6, si può procedere all’induzione

Come si induce il parto?

Ci sono vari metodi per indurre del parto, occorre in primis valutare l’aspetto della cervice, (collo dell’utero), che garantisce che l’utero non liberi il suo contenuto prima del tempo. Per fare iniziare il travaglio non basta che il collo dell’utero si raccorci e si allarghi passivamente, ma devono avvenire dei fenomeni che ne modificano la struttura. Le prostaglandine naturali hanno un ruolo fondamentale in questo senso tant’è che alcuni gel che vengono applicati nel canale cervicale contengono prostaglandine.

Esistono sostanzialmente due metodi (farmacologici e meccanici) per l’induzione al travaglio: la decisione viene presa da come è lo stato della cervice: in caso di cervice morbida e matura si prova ad indurre direttamente il travaglio, se è ancora immatura si prova ad ammorbidirla e poi si procede all’induzione al travaglio.

Metodi meccanici per indurre il parto

Il catetere di Foley: si tratta di un catetere dotato di una specie di palloncino sgonfio. Si inserisce in vagina e si riempie d’acqua tanto da farlo premere sulla cervice fino a stimolare la produzione di prostaglandina. In questo modo la cervice si apre e si ammorbidisce. Scollamento delle membrane: il ginecologo separa la sacca amniotica dall’utero inserendo in profondità un dito nella cervice. Questa manovra favorisce la produzione di prostaglandina e accelera il processo di maturazione della cervice e spesso induce il travaglio

Rottura delle membrane (amniorexi): quando la cervice è dilatata almeno un po’l’ostetrica o il ginecologo inseriscono uno strumento di plastica fatto ad uncino che rompe il sacco amniotico. Se la cervice è pronta questa operazione provoca l’inizio del travaglio, in caso contrario si inietta pitocina.

Metodi farmacologici per indurre il parto

Se la cervice è matura si somministra per endovena pitocina, una versione sintetica dell’ossitocina, l’ormone prodotto dall’organismo durante il travaglio. Se la cervice non è matura invece, si inserisce in vagina di un gel a base di prostaglandina che favorisce la comparsa delle contrazioni.

Metodi non convenzionali per indurre il parto

Oltre a questi metodi ci sono quelli “caserecci” non convenzionali, come la stimolazione dei capezzoli che favorisce la produzione di ossitocina e dunque l’inizio del travaglio.

Pro e contro dell’induzione al parto

Sul fatto che le contrazioni siano più dolorose rispetto ad un parto naturale ci sono diverse correnti di pensiero. Come tutto anche l’induzione ha i suoi pro ed i suoi contro. Le contrazioni sono “innaturali” e dunque più “fastidiose”, inoltre il travaglio è più veloce (ma questo è forse un fattore positivo) anche se le contrazioni più frequenti possono ovviamente apparire più dolorose (la donna in pratica ha meno tempo per abituarsi al graduale aumento di intensità delle contrazioni).

Tra i fattori positivi c’è quello della programmazione, in pratica si può conoscere in anticipo (anche se ovviamente con un brevissimo lasso di tempo) la data del parto.