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Quando cambiano le  stagioni

“Non ci sono più le stagioni di una volta”, lo diceva già mia nonna ma oggi altrochè se è vero. Giornate anomalamente calde in autunno, estati piovose, sbalzi climatici. Insomma davvero difficile capirci qualcosa.

Ma il calendario parla chiaro e, per quel che riguarda l’aspetto formale, ci sono delle date precise che stabiliscono quando arrivano primavera, estate, inverno ed autunno. Continua a leggere

Quando si allungano le giornate?

E’ sempre la stessa storia, anno dopo anno: appena terminano le vacanze di Natale, dopo l’Epifania si ha già voglia di primavera, di luce, di sole. Certo, ogni stagione ha il suo fascino ma quando gli autunni sono piovosi e gli inverni rigidi, è normale avere voglia di luce dopo l’aria natalizia delle feste. E quindi una domanda che ci si pone sempre più frequentemente è “ma quando si allungano le giornate?”. Continua a leggere

Quando cambia la Luna

“Stasera la Luna ci porterà fortuna la luna”, “Luna non fa la stupida stasera…”, ” e la Luna bussò…” , potrei continuare ancora per molto ad elencare tutte le canzoni che i nostri artisti hanno dedicato alla Luna. D’altronde lo stesso William Shakespeare recitava che ” è tutta colpa della Luna, quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti”

Romantica, misteriosa, magica la Luna è un “elemento” che riesce da solo a fare volare la fantasia. Ma non solo: la sua energia riesce, e non si tratta solo di leggende, ad influenzare le maree, i raccolti, la crescita dei capelli, i parti. Non è raro che durante le notti di Luna piena le sale parto siano sovraffollate. Il ciclo lunare ha un’altissima influenza sulle nostre vite e sulla nostra quotidianità, ed anche sul nostro umore.

Non per niente si usa chiedere “hai la Luna storta?”. Le fasi lunari non sono però chiare a tutti e spesso i simboli che sul calendario indicano la Luna crescente o la Luna calante o la Luna Piena sono difficilmente interpretabili. Ma quando cambia la Luna? E soprattutto cosa accade quando cambia la Luna?

E’ sufficiente osservare il nostro calendario e leggere i simboli. Da li parte un mondo: il meraviglioso mondo delle fasi lunari che ci dicono quando e cosa seminare, quando e cosa raccogliere, quando tagliare i capelli e tante altre cose.

Quando la Luna è calante si osserva, sera dopo sera, partendo da un’osservazione dalla notte di Luna piena, una diminuzione della superficie illuminata della luna che diventa una specie di falce rivolta verso est, che si assottiglia mano mano. La luna sorgerà e tramonterà sempre più tardi. Quindi sul calendario troveremo una fetta di Luna rivolta verso est.

Dopo una quindicina di giorni la Luna sorgerà con il Sole verso est e tramonterà con il Sole e la “falce” inizierà a crescere ma dalla parte opposta, ossia rivolta verso ovest. Siamo nel periodo di fase crescente quando la luna sorgerà durante il pomeriggio e poi sempre più tardi fino al tramonto del sole. Quindi sul nostro calendario troveremo una fetta di Luna rivolta verso ovest.

Per ricordare le fasi lunari c’è un detto che recita: La luna è mentitrice: quando dice che cresce (disegna una C) è decrescente, quando dice che decresce (disegna una lettera D) è crescente.

Dopo 29 giorni tornerà ad essere luna piena. E sul nostro calendario troveremo una palla bianca.
La luna piena sorge verso Est generalmente al tramonto del Sole, che avviene ad Ovest, e verso la mezzanotte si raggiunge la sua altezza massima.

Spesso ci chiediamo come mai, da sera a sera, da ora ad ora, la Luna cambia posizione nel cielo. La Luna sorge verso est e tramonta verso ovest ma, giorno per giorno, sorge 50 minuti dopo, il suo moto nel cielo avviene da est verso ovest con una “velocità” di circa 15 gradi nell’arco di un’ora., ossia di 360 gradi in un giorno.
Ma quali sono le credenze, le leggende, e anche i legami appurati con Luna e cicli vitali? vediamoli insieme.

La Luna può influenzare il parto. Chiedetelo alle ostetriche dei reparti maternità. Seppur, ed è d’obbligo dirlo, questa teoria non sia sostenuta da studi scientifici, da sempre vi è la convinzione che concepimento e parto siano influenzati dalle fasi della nostra amica Luna. Questa teoria si basa sull’influenza, questa volta scientifica, della Luna sulle maree. La sua forza elettromagnetica e la forza di gravità riescono ad influenzarle e, visto che l’uomo è composto dal un 75% di liquidi, e il feto è immerso nel liquido amniotico, anche quest’ultimo sembrerebbe ricevere una risposta in tal senso dall’energia lunare.

La massima fertilità si registrerebbe in un periodo di luna crescente, al contrario, con la Luna calante si registrerebbe un periodo poco fecondo.

La Luna influenza i raccolti. Chiedetelo agli agricoltori che osservano scrupolosamente il calendario lunare per le semine ed i raccolti.

La Luna nuova (indicata nel calendario con una ‘luna nera’) indica il momento in cui la Terra si frappone tra il Sole e Luna, oscurando con la sua ombra gran parte della superficie lunare. E’ il periodo adatto per alcune tipologie di semine.

La Luna crescente inizia a crescere circa 7 giorni dopo la luna nuova e per gli agricoltori è il periodo adatto per trapiantate cipolle, patate, lattuga, fragole, per seminare pomodori, rape; e cavolini di Bruxelles, cavoli invernali invidie e diversi tipi di fiori.

La Luna piena è il periodo perfetto per mettere a dimora piselli e asparagi, cipolla bianca e rossa aglio bianco,, carote, lattuga estiva, radicchio, piantate i tuberi di dalia.

La Luna calante si verifica circa 21 giorni dopo la Luna ed è il periodo perfetto per seminare prezzemolo, basilico piselli, ed erbe aromatiche ed altro.

In sintesi la Luna crescente favorisce le semine di tutti gli ortaggi che crescono al di sopra del terreno; la Luna calante favorisce la semina degli ortaggi che crescono sotto terra, ed è ideale anche per la coltivazione delle verdure con crescita da cespo.

La Luna influenza la crescita dei capelli. Chiedetelo alla vostra parrucchiera di fiducia. Vi risponderà che è bene prendere appuntamento quando la Luna è crescente e, se proprio vogliamo essere puntigliosi, è meglio che si trovi in Venere. Luna crescente se si vuole favorire la ricrescita, Luna calante se si vuole mantenere il taglio corto per più tempo.

La Luna influenza le maree. L’attrazione della forza lunare sulla Terra si ripercuote per lo più alla massa liquida che è ovviamente maggiormente soggetta a deformazioni rispetto alla massa solida.
Ma la forza della Luna non finisce qui, sono infatti tantissime le cose che accadono in concomitanza con i cambi di Luna. Con la Luna piena i sogni si ricordano con più facilità, un tempo lontano venivano compiuti riti magici nelle notti di Luna piena…Ciò che è certo è che la forza magnetica della Luna ha un fascino ineguagliabile e questo, da solo, è già un ottimo motivo per innamorarsi sotto la sua luce.

Foto CC BY di juanedc

Quando è il periodo giusto per lavorare il terreno?

terreno arato

Chi ha la fortuna di possedere un terreno ha anche l’impegno di prendersene cura, il risultato sarà rappresentato dai suoi frutti. Il terreno va lavorato e oggi si può fare attraverso l’utilizzo di macchine che di certo semplificano il lavoro.

Questo è un bene perchè oggi si assiste, per fortuna, ad un ritorno della passione per la terra anche da parte dei giovani e l’utilizzo di macchine consente di svolgere il lavoro in maniera molto più semplice senza “spaccarsi la schiena” nei campi come facevano i nostri nonni e bis-nonni. Continua a leggere

Quando arriva il secondo figlio: la gelosia per il neonato

two-42364_640La gelosia verso un nuovo fratellino è la più frequente tra le gelosie dei bambini. Quando nasce un fratellino il bimbo di due o tre (o più) anni riceve un duro colpo: il bambino si era creato un mondo tutto suo, aveva ottenuto una certa posizione, aveva realizzato una certa sistemazione all’interno della famiglia, si era adattato a certe abitudini, soprattutto godeva del monopolio affettivo di genitori, nonni e zii. E adesso ecco che arriva un minuscolo, urlante, fastidiosissimo e incomprensible individuo che mette a soqquadro tutto quanto.

Tutti si agitano per il nuovo arrivato, tutti vengono a trovarlo, tutti si fanno in quattro per le necessità (tantissime) di quel piccoletto, tutti gli stanno intorno dalla mattina alla sera e trascurano lui, il più grande quasi come non esistesse più. E, cosa ancora peggiore, il neonato sembra volersi accaparrare tutto l’amore della mamma: le sta sempre in braccio, prende il suo latte, strilla quando lei non gli sta vicino. Questo è ovviamente esaperato, il pensiero tipo dei bambini che, all’improvviso, si trovano ad essere fratelli (o sorelle) maggiori.

Il più delle volte il bambino reagisce alla nuova nascita esprimendo a parole e a fatti proponimeti moritferi nei confronti del neonato: se può farlo lo picchia in testa con il cucchiaio, lo punge con una matita, gli stringe la gamba o il braccio con fiera virulenza, gli dà dei pizzicotti, lo disturba in mille modi. Se poi non riesce a fare nulla contro il neonato perchè il servizio di sorveglianza è troppo efficace allora il bambino si sfoga facendo dispetti alla madre, colpevole di avelo tradito: sporca i tappeti, pianta scenate terribili in mezzo alla strada, rovescia i vasi di fiori, rimpe la zuccheriera e in complesso si dedica con fredda determinazione alla sua missione di vendetta.

Nel frattempo non perde occasione per consigliare ai genitori di riportare il neoanto dove l’hanno preso oppure, più sbrigativamente, di gettarlo via.

Naturalmente le cose non assumono sempre una piega così drammatica: certe volte il sentimento della gelosia non è così bruciante da spingere il bambino sulla strada dell’esecrazione e della rappresaglia. Però non si deve credere che lamancanza di manifestazioni evidenti significhi che la gelosia non c’è per niente. Spesso il bambino sembra innamorato del neonato, ma sotto sotto lo detesta, e recita la parte del fratello maggiore buono solo per non svelare la sua vera disposizione d’animo. Spesso il bambino si controlla di fronte al neonato ed ai genitori, ma poi si sfoga rovesciando la propria collera su oggetti che in qualche modo rappresentano per lui l’odiato rivale. E spesso egli adotta una forma di machiavellismo, cercando di mettere in ombra il neonato col proprio comportamento brillante, mansueto, servizievole, conciliante, sottomesso ed esemplare sotto ogni profilo. Forse la manifestazione più comune della gelosia è quella del “ritornare piccolo”. Il ragionamento del bambino è semplice: se il neonato è diventato il centro di attrazione perchè è più piccolo di me, allora mi comporterò anch’io come se fossi piccolo quanto lui, e così tutti torneranno a occuparsi di me.

Ed ecco che il bambino di tre anni riprende a succhiarsi il pollice, vuole essere preso in braccio dalla mamma. bagna il letto durante la notte e si sporca durante il giorno,vuole farsi imboccare, vuole il latte con il poppatoio, smette di vestirsi da solo, si sveglia trecento volte per notte invocando la presenza della madre con i pretesti più inverosimili, non va più volentieri all’asilo ma vuole restare a casa con la mamma ed il nuovo arrivato.

Poi, un pò per volta, le cose si sistemano, ma intanto i nervi dei genitori sono messi a dura prova Ma è doveroso ricordare che in questi frangenti il bambino soffre davvero , egli non è cattivo ha soltanto paura di perdere la mamma.

Comunque ogni volta che un genitore si scoraggia dinnanzi alle manifestazioni di gelosia del bambino più grande nei confronti del nuovo arrivato è bene ricordare che il fratello (o la sorella) rappresentano la prima occasione di imparare a vivere in armonia con il mondo. Sono loro che insegnano al bambino le basi per sviluppare il seguito i rapporti con gli altri. Andare daccordo con gli altri, affrontare gelosie, timori, conflitti, collera e risetimento,condividere piaceri e dispiaceri, compiti e responsabilità, rispettare diritti ed esigenze altrui, tutto questo e altro ancora il bimbo lo impara innanzitutto dai fratelli.

Ovviamente questo tirocinio non si svolge di regola in una paradisiaca atmosfera di pace e di tranquillità ma bensì attraverso innumerevoli tempeste, più o meno turbolente. Ma questo è normale e, fino ad un certo punto, utile. Non è assolutamente il caso di drammatizzare i diverbi e gli scontri fra i bambini, di considerarli come manifestazioni di odio di farne una tragedia greca. I fratelli si vogliono bene e sono sempre pronti a fare comunella e a difendersi l’un l’altro ma ciò non impedisce loro di litigare e di affermare la propria personalità, eventualmente con la violenza. Il che è tanto vero che nella maggior parte dei casi i litigi si risolvono da soli, e spesso tanto più rapidamente di quando intervengono i genitori.

Ecco un punto importante: spesso sono proprio i genitori inconsapevolmente a dare fuoco alle polveri e a fare esplodere le rivalità ed i rancori tra i fratelli.

Gli interventi del papà e della mamma, infatti, non sempre sono giusti, equilibrati e sereni. Talora c’è un beniamino, un prediletto, uno bravo. E questa “preferenza” (che ovviamente preferenza non è) viene vissuta dal bambino con rabbia e rancore.

Quindi è più che evidente che i genitori debbano comportarsi nel medesimo modo con tutti i figli, possibilmente senza fare continui paragoni, senza proteggere o colpevolizzare sistematicamente gli uni o gli altri.

E senza intervenire nei rapporti tra i bambini se non in casi di imperativa necessità.

Essere imparziali e giusti ma non come orologi svizzeri, ossia non fare a tutti i figli lo stesso identico regalo, o stare esattamente lo stesso tempo con ognuno di loro, quanto piuttosto aiutarli, seguirli a seconda delle singole necessità senza mai trascurare l’altro e soprattutto manifestando, ognuno a modo suo, l’amore a ciascuno di loro incondizionato e assoluto facendo loro comprendere che l’amore non si divide tra i fratelli ma semmai si moltiplica.

Foto pixabay

Quando si sviluppano i sensi nel feto?

feto

lo sviluppo dei sensi nel feto

Quando una madre è in dolce attesa si chiede spesso quando il suo bambino (che tecnicamente parlando è ancora un feto) inizierà a sentire i rumori esterni, a vedere, a sentire i gusti, ad avere la sensazione tattile. La risposta è che il bambino, già dentro la pancia della mamma, è in grado di sentire le vostre carezze, di ascoltare le vostre voci, di assaporare il gusto del cibo, di riconoscere gli odori e di vedere le luci. Continua a leggere

Quando portare i bambini al museo?

città della scienza

città della scienza a Napoli, il laboratorio dei piccoli

I musei sono da sempre considerati il luogo di apprendimento per eccellenza, il luogo dove si respirano arte, conoscenza, bellezza, storia. Il luogo dove quasi quasi è sufficiente entrare per imparare. E sovente si cade nella tentazione di portare con noi i nostri bambini, con la speranza, l’ìllusione che anche se poco possono comprendere di quadri e cimeli, “male non fa di certo”.

E’ una tentazione forte quella di farci accompagnare dai nostri bambini, anzi di accompagnare i nostri bambini nei luoghi dove si apprende come nei musei. Nei luoghi che ci affascinano e ci ammaliano. E’ facile farsi prendere dalla voglia di fare loro scoprire le meraviglie che ci circondano, i tesori, i nostri patrimoni culturali ed artistici, scientifici e storici.

Ma ogni cosa va fatta a suo tempo, compreso l’ingresso nei “musei”. E’ inoltre opportuno considerare che ci sono musei e musei. Alcuni adatti ai bambini altri palesemente inadatti. Ci sono musei pensati e progettati proprio per i bambini dai 3 anni in su. Quindi, già da questa età si può portare il bambino nel museo “giusto”, adatto per la sua età. Perchè il bambino impara giocando, apprende guardano, toccando, provando. E’ quindi completamente inutile portare il bambino a vedere quadri d’autore o cimeli storici, si annoierebbe, si stuferebbe e si rischia addirittura che il bambino entra nell’ottica che “il museo è un luogo dove ci si annoia”. Ogni cosa a suo tempo dunque, ed ad ogni età il suo museo soprattutto.

Occorre tenere presente che nei primi anni di vita e per tutto il periodo dell’adolescenza i bambini vivono le esperienze più importanti della vita per quel che concerne il punto di vista cognitivo, sociale e affettivo. E’ dunque fondamentale che i genitori e gli educatori sappiano ben dosare quantità e qualità del tempo libero del bambino. Ecco allora che i centri della scienza (i cosiddetti science centre) o i musei dei bambini (children’s mu- seum) possono giocare un ruolo attivo nel rispondere a questo tipo di esigenza. Questi sono i posti giusti dove portare i nostri bambini, dove saziare la sete di sapere di imparare e dove noi adulti possiamo interagire con i nostri figli, dove possiamo condividere l’esperienza con loro, dove possiamo scambiare informazioni e anche, perchè no?, imparare qualcosa che non sapevamo neppure noi.

A questo proposito è bene sottolineare quello che è il diritto alla conoscenza, menzionato anche nella carta dei diritti del bambino sancita nientedimeno che dall’ONU, diritto che puntualizza sulla necessità di strutture per l’infanzia progettate appositamente per i bambini e quindi adeguate alle loro esigenze d’intrattenimento e di conoscenza.

In Italia i “science centre” per bambini sono piuttosto recenti, citiamo ad esempio : La Città della Scienza a Napoli, “Explora” a Roma, “La città dei bambini e dei ragazzi”a Genova . Sono in fase di progettazione i science centre a Milano, a Palermo, a Venezia, a Reggio Emilia, a Bologna, a Siena.

A Napoli, la “città della scienza” è tristemente finita sulle cronache nazionali per l’incendio che ha devastato questo luogo di sapere. Ma con la solidarietà, ed è stata tantissima, di tutti gli italiani questo luogo così importante sta tornando ad essere ciò che era: una struttura tutta dedicata alla scienza e alla tecnica, fra matematica, vulcani, astronomia e biologia. studiata e progettata per bambini dai 3 anni in su.
Al Museo della Scienza, come nelle altre strutture dedicate ai bambini, è vietato non toccare, questo, assieme ad altri, è un elemento che rende questo luogo adatto ai bimbi che non possono evitare di toccare con mano ciò che vedono. La fisica classica, i fenomeni complessi e caotici e le regole della biologia vengono affrontati con percorsi interattivi, mentre i bambini sperimentano tutti i cinque sensi nell’“officina dei piccoli”.
E’ inoltre possibile dimostrare la propria abilità nel costruire oggetti artigianali in una lunga serie di laboratori dedicati alle proprietà dei materiali.

A Roma c’è Explora, il museo dedicato ai bambini fino a 12 anni. Explora è situato nell’area dell’ex deposito tranviario, in una struttura riconvertita, riscaldata a pannelli solari e circondata da giardini. Il percorso del museo è progettato come una piccola città, nella quale i bambini possono conoscere la dimensione quotidiana dei grandi. Sono presenti quattro le sezioni tematiche con le quali il bambino entra in contatto. Nella “sezione società”, ad esempio, il bambino si cimenta con il supermercato, il benzinaio e altri tipi di lavori, imparando così a relazionarsi con il mondo e ad interagire con gli altri.

La città dei bambini e dei ragazzi di Genova è completamente dedicata alla scienza, gioco e tecnologia per bambini dai 2 ai 14 anni. La città dei bambini si estende su 3000 metri quadrati pensati a misura di bambino. Ci sono due grandi spazi rispettivamente per i bambini dai 3 ai 5 anni e per i bambini più grandi dai 6 ai 14 anni, un’area dedicata ai piccoli di 2-3 anni, ci sono ben 85 laboratori multimediali che consentono di fare “piccole e grandi” scoperte per soddisfare la voglia di sapere e ad avvicinarsi alla scienza e alla tecnologia in modo divertente.
In tutte le strutture i bambini possono giocare, e soprattutto toccare, manipolare e partecipare alle attività che il personale specializzato propone. Per i genitori la visita ai Children’s museums può costituire un’occasione unica per condividere insieme ai figli il piacere della scoperta e la conquista di nuove conoscenze e abilità. E il divertimento è assicurato per tutta la famiglia.

I Children’s museum nel mondo

Il primo children’s museum è nato a Brooklyn nel 1899 e quello che è oggi il più grande al mondo è quello di Indianapolis con i suoi 15.000 mq di percorso museale. Negli ultimi 5 anni ne sono stati aperti altri 60 e nei prossimi anni è prevista l’apertura di altri 100 nuovi centri della scienza per bambini e ragazzi.
In America i più importanti per grandezza e popolarità sono i Children’s Museum di Boston, Houston, Manhattan, Phila- delphia, Seatlle e sono raggruppati dall’Association of Childrens’s Museums.

In Europa la prima struttura interamente dedicata ai bambini, La citè des Enfants, sorta a Parigi nel 1988 all’interno della Villette, la Citè des Science et des Industries.

In Inghilterra, il più importante museo di questo tipo è Eureka, nato nel 1992 nello Yorkshire che dista circa tre ore da Londra. I suoi 4.500 mq sono in grado di accogliere 300 mila visitatori l’anno.

Per informazioni
Città della scienza Via Cordoglio 10 – 80124 Napoli Tel. 081 7352390 – mvs@cittadellascienza.it www.cittadellascienza.it Apertura: dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 17.00, domenica dalle 10 alle 19.00; lunedì chiuso.

Explora Via Flaminia, 80 – Roma Tel. 06 3613741 info@mdbr.it – www.mdbr.it Apertura: dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30.

La città dei bambini e dei ragazzi Area Porto Antico, edificio Magazzini del Cotone, 1° modulo – 1° piano – Genova Tel. 010 2345635 info@cittadeibambini.net www.cittadeibambini.net Apertura: dal martedì alla domenica da ottobre a giugno 10.00 – 18.00, da luglio a settembre 11.30 – 19.30

FOTO CC BY di  aasarchiteture

Quando il bambino è geloso

La gelosia è un sentimento che si prova quando qualcosa che vorremmo noi viene dato ad altri. Questa situazione si verifica molto più facilmente per il bambino. La gelosia del bambino è un fatto comune ma spesso questo sentimento viene formentato dagli inconsapevoli genitori che, senza rendersene conto, compiono atti che il bambino vive male.

La gelosia del bambino si manifesta per diversi motivi: può essere geloso dei suoi giochi e non volerli quindi condividere con gli amichetti. Può essere geloso dell’arrivo di un fratellino o di una sorellina oppure può essere geloso della sua mamma e questa gelosia lo rende aggressivo nei confronti del papà.

In ognuno di questi casi non bisogna drammatizzare e nemmeno pensare che il proprio figlio abbia un caratteraccio: la gelosia è normale, e si può “controllarla” cercando di limitare il più possibile i motivi scatenanti.

Vediamo come.

Il bambino che non vuole condividere i suoi giochi con gli altri sta semplicemente attraversando una fase. Insistere od obbligarlo a dare un suo gioco ad un altro bambino è controproducente e frustrante: voi avreste piacere che vostro padre o vostra madre vi obbligassero a prestare la vostra auto o la vostra casa a qualcuno? (perchè per loro un giocattolo ha un valore come per noi lo ha un nostro bene come può essere un’auto o una casa). Piuttosto spiegategli come un gioco può essere più divertente se si fa insieme. Questa fase passerà da sola, l’importante è non fare ascoltare al bambino discorsi del tipo ” mi raccomando non darlo a nessuno”, “non perdere questo gioco”, “non romperlo altrimenti non ne compro altri”. Queste frasi potrebbero indurre il bambino a diventare un super protettore dei suoi giochi e, di conseguenza, a temere che, prestandoli, potrebbe perderli.

Altro discorso è la nascita di un fratellino o di una sorellina. Che è un evento meraviglioso.

La prima occasione per imparare a vivere in armonia con il mondo viene infatti offerta al bambino proprio da fratelli e dalle sorelle: sono loro che gli insegnano, in un certo senso, a creasi una base su cui sviluppare in seguito dei rapporti sociali soddisfacenti. Andare d’accordo con gli altri, affrontare gelosie, timori conflitti, collera e risentimento, condividere piaceri e dispiaceri, compiti e responsabilità, rispettare diritti ed esigenze altrui, tutto e questo e altro ancora il bimbo lo impara innanzitutto dai fratelli, se li ha.

E’ chiaro che questo tirocinio non si svolge di regola in un’atmosfera di pace e di tranquillità ma bensì attraverso innumerevoli tempeste, più o meno turbolente. Ma queso è normale e, fino ad un certo punto, utile.

Non è assolutamente il caso di drammatizzare sui diverbi e scontri tra i bimbi, di considerarli come manifestazioni di odio, di restarne atterriti come di fonte ad una tragedia greca. I fratelli si vogliono bene e sono sempre pronti a far comunella e a difendersi lìun l’ìaltro ma ciò non impedisc loro di litigare e di affremare la propria personalità anche con la violenza. Il che è tanto vero che nella maggior parte dei casi i litigi si risolvono da soli e senza l’intervento dei genitori più rapidamente ancora. Ecco un punto importante: non di rado sono proprio i genitori a dare fuoco alle polveri e a stimolare rivalità tra i bambini.

Gli interventi dei genitori infatti non sono sempre giusti ed equilibrati. C’è sempre il beniamino, quello da proteggere di più, il più debole, il più fragile. Ovviamente i genitori devono comportarsi allo stesso modo con entrambi i figli ma sempre considerando le diverse esigenze di oguno di loro.

Ma il “problema” sorge, più che quando i bambini crescono insieme, quando il fratellino nasce.

Quando nasce un fratellino il bambio riceve un duro colpo: lui si era creato un suo mondo, aveva ottenuto una certa sistemazione, si era adattato a certe abitudini, godeva del monopolio e dell’affetto dei genitori ed ecco che arriva un piccolo urlante bambino a rovinare tutto. E’ normale che un bambino sia un pò geloso del fratellino neonato. In molti genitori mesi prima della nascita si preoccupano più del dovuto, alcuni si sentono addirittura in colpa per un eventuale turbamento che il nuovo nato potrebbe causare nel fratello o sorella.

Niente di più sbagliato. E’ bene preparare il bambino alla nascita del fratellino, con semplicità e naturalezza rispondendo a tutte le domande che il bimbo vi farà. Quando il neonato entra in casa è bene fare in modo che tutta l’attenzione non sia concentrata solo su di lui ma ben distribuita tra i due bambini.

Se il bimbo più grande vede che tutti accorrono per vedere il neonato, che tutti portano regali al neonato, che tutti dicono quant’è bello il neonato e anche quando si rivolgono al più grande lo fanno per chiedergli se è contento dell’arrivo del neonato, ovviamente il bambino si sentirà in secondo piano. Sta al buonsenso dell’adulto non fare pesare la “new entry” al bambino. Anche durante l’allattamento occorre avere l’accortezza di spiegare al bambino che la mamma sta dando da mangiare al fratellino proprio come aveva fatto con lui. Non bisogna dimenticare di dare al figlio maggiore quei vantaggi e quei compensi che logicamente gli spettano in virtù della nuova situazione famigliare.

Conservategli il suo posto in casa: non cacciatelo dalla stanza per fare luogo al neonato, non fate, per quanto possibile, ulteriori cambiamenti nella sua vita in questo delicato periodo (inizio asilo, traslochi, passaggio dal pannolino al vasino). Dategli anzi la sensazione che il sopraggiungere del neonato significa per lui una “promozione”: diritto ad un lettino più grande ad esempio.

Stimolate la sua collaborazione nell’opera dell’assistenza al neonato, se lui vi sembra ben disposto, fatevi aiutare a preparare gli oggetti per il bagnetto. Questo senza spingerlo ad essere indipendente e senza dargli l’impressione di caricarlo di responsabilità. Non aggredite il figlio maggiore se manifesta la sua gelosia nei confronti del fratello, ma rasicuratelo.

La gelosia nei confronti del papà è un’altra questione da tenere presente: riguarda piu che altro i figli maschi. La situazione che si può verificare è la presente: verso i tre anni le bambine tendono a innamorarsi del papà che per loro è l’uomo ideale e per i maschietti avviene il contrario: si innamorano della mamma. Questa condizione viene definita dagli psicologi “complesso di Edipo” .

Il bambino prova nei confronti della mamma un grande amore ma anche qualche sentimento aggressivo dettato dal fatto che la mamma ogni tanto lo sgrida.

Questa sensazione si sfoga nella maggior parte dei casi sul papà: il vero “colpevole” ai suoi occhi. Il padre, in altri termini, è colui che ha sposato la mamma (mentre tantissimi bambini vorrebbero loro stessi sposarla), è il nemico. Questa condizione, che può suscitare sorrisi, è in realtà comunissima e fonte di angoscia e gelosia nel bambino. Tutto nella norma. Per dissolvere questa situazione basta semplicemente che tra i genitori ci siano rapporti di amore, simpatia e allegria.

La tensione nella coppia infatti non fa che confermare al bambino ciò che è nel suo immaginario, mentre se la realtà è diversa da ciò che il bambino immagina, poco a poco quel sentimento di gelosia andrà dissolvendosi.

In ogni caso non bisogna vivere male la gelosia del bambino, non bisogna sgridarlo né punirlo ma dimostrargli ancora di più il nostro amore e confermargli sempre che non deve temere mai di perderlo.

Foto di ok-salute.it