Quando si perde il lavoro

Purtroppo avviene a molti, purtroppo avviene sempre più spesso: società che chiudono dall’oggi al domani o che tagliano drasticamente il personale e così il restare senza lavoro continua a mietere vittime.

Perdere il lavoro è un qualcosa che può annientare, soprattutto se si ha una famiglia a carico, o se si vive soli, senza nessuno a cui appoggiarsi, perdere il lavoro  per alcuni, per molti, significa perdere un pezzo di vita, una fonde di sostentamento (a volte l’unica), significa perdere le speranze, i sogni, significa mandare a monte i progetti, significa rinunciare, significa a volte perdere la dignità, spesso perdere il sorriso.

E così quelle lamentele del lunedì mattina (ironiche e ormai abitudinarie) che si scambiavano al bar per la colazione con i colleghi ci sembrano così assurde, quanto daremmo per tornare indietro, perché fosse sempre lunedì, perché la sveglia ci continuasse a buttare impietosa giù dal letto la mattina.

A volte accade così quasi da un giorno all’altro, altre volte il sensore era nell’aria, altre ancora è un fulmine a ciel sereno, ma quando accade, è una specie di incubo che finisce per coinvolgere noi e i nostri cari.

Molto dipende anche dall’età, dal tipo di lavoro che si è perso, dalla condizione generale del soggetto (titolo di studio, esperienza etc), ma ritrovarsi nel mezzo del mercato e rimettersi in gioco non è facile.

Occorre armarsi di pazienza, forza d’animo, ottimismo e ricominciare.

Non è facile, non lo è per nulla ma non è nemmeno impossibile e a volte può accadere che si va a stare meglio, che si trova un nuovo impiego che ci soddisfa più del precedente. Non è un qualcosa di impossibile.

Ecco alcuni consigli per la chi perde il lavoro, consigli che possono apparire banali, scontati, stupidi ma che sarebbe invece bene seguire al dettaglio.

Reagire in modo equilibrato

Reagire bene ad un licenziamento non è una reazione normale. E’ ovvio che i sentimenti legati a questo evento sono negativi: rabbia, frustrazione sono certamente le reazioni più comuni. Ok è giusto che si esternino i propri sentimenti (senza ovviamente fare alcun danno e senza offendere nessuno) ma poi bisogna riprendere le rendini in mano e reagire.

Innanzitutto non si dovrebbero lanciare accuse verso quello che sta per diventare il nostro ex datore di lavoro: potrebbe essere controproducente prendersela con lui, anzi occorrerebbe chiedere a lui per primo se può indicarci qualche azienda dove poter presentare domanda o se può preparare una lettera di referenze.

Mantenere i rapporti civili con tutti (responsabili, ex colleghi, datori di lavoro) rappresenta sempre la scelta ideale. E’ bene quindi evitare scenate, sempre. Quello che proviamo lo possiamo esternare ai nostri cari o ai nostri amici che certamente potranno offrirci una spalla su cui piangere.

Fare subito  un programma

Una volta metabolizzata la “botta” occorre programmare spese e tempo.

Intanto ci si deve muovere per la richiesta di disoccupazione, e poi si potrà gestire il proprio tfr in modo intelligente e parsimonioso.

Nella programmazione del tempo è previsto anche quello da dedicare alla ricerca di un nuovo lavoro che sarebbe opportuno fare in modo sistematico. Occorre aggiornare il proprio cv ed iscriversi a tutti siti ed alle piattaforme che offrono lavoro la lettura quotidiana degli annunci di lavoro è d’obbligo, e anche spargere la voce tra le proprie conoscenze è un passo importante. Chiedere, chiedere sempre. Una bella lista dove segnerete a chi mandare il curriculum (eventuali nominativi ai quali inviarlo per conoscenza), indirizzi di agenzie interinali, link di ricerca di lavoro sui quali iscriversi.

Cerca il tuo lavoro ma non solo

Rispetto al passato, oggi il mondo del lavoro offre anche molte possibilità on line. E’ bene cercare quello che è il proprio lavoro ma non è da escludere nemmeno la possibilità di farne uno del tutto nuovo. Anche qui età, esperienza e tipologia di lavoro sono i dati che “fanno la differenza” ma mettersi in gioco in tutto e per tutto rappresenta una scelta che tutti possono fare.  Si dovrebbe quindi ragionare su ogni proposta valida. Compresa quella di mettersi in proprio, certo lanciarsi nel vuoto senza paracadute non è un’opzione consigliata, anzi, ma con le giuste precauzioni e con i giusti presupposti si può vagliare anche la possibilità di diventare da “dipendente “ a “titolare”. E qui si apre il mondo delle agevolazioni alle nuove imprese eccetera eccetera. Anche essere disponibili a spostarsi dovrebbe essere un’opzione da vagliare se ci sono presupposti e possibilità. Rivolgetevi a tutte le agenzie interinali della vostra zona e delle zone limitrofe cercando di creare empatia con il personale addetto.

Accetta consigli da chi ne sa di più ed abbracci da chi ti vuole bene

Confrontarsi con gli altri è una cosa intelligente: non c’è nulla di male nel chiedere consigli a chi ne sa più di noi. E non c’è nulla di cui vergognarsi nel chiedere appoggio morale a chi ci vuole bene. Perdere il lavoro è un qualcosa che può capitare a tutti, reagire nel modo giusto farà la differenza.  Dimostrate la vostra intelligenza nel chiedere, nel fare domande, e anche nell’esternare i vostri dubbi e le vostre paure.

Ottimismo e grinta sono gli ingredienti fondamentali

Farsi prendere dal pessimismo, dall’ansia, dalla pigrizia mentale è quello di più sbagliato che si possa fare. Accettate la nuova condizione, mettetevi in testa che sarà una condizione temporanea perché troverete un nuovo impiego, vedete la situazione come una sfida da affrontare e da vincere. Tutto con grinta ed ottimismo.

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