Quando misurare la pressione arteriosa

sfigmomanometro

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Quante volte ci siamo sentiti dire come risposta a nostri svariati malesseri “sarà stato uno sbalzo di pressione”. In effetti la pressione o, meglio, lo sbalzo di pressione è spesso causa di malesseri e talvolta spia di un qualcosa di più serio.

Per questo motivo è bene avere sotto controllo questo elemento, misurandolo. Ovviamente le misurazioni della pressione arteriosa, a meno a che non ci siano eventuali patologie o situazioni cliniche (ad esempio la gravidanza), devono avvenire al bisogno, altrimenti la misurazione della pressione arteriosa deve avvenire in maniera costante e sistematica.

Intanto vediamo cos’è la Pressione arteriosa. Per pressione arteriosa si intende la potenza con la quale il sangue scorre attraverso i vasi. Una sorta di calcolo tra la quantità del sangue spinta dal cuore e dalle resistenze che si oppongono allo scorrimento del sangue. La Pressione arteriosa è il risultato della combinazione di fattori come portata cardiaca ( quantità di sangue espulsa ad ogni sistole dal ventricolo sinistro moltiplicata per il numero di battiti al minuto) e resistenze periferiche.

Quindi la sua determinazione avviene considerando la quantità di sangue che viene immessa in circolo, la sua viscosità , la forza di contrazione del cuore, le resistenze dei vasi (arterie e vene ) al passaggio del flusso sanguigno. Maggiori sono gli ostacoli che il flusso incontra minore è la discesa della pressione.
Il cuore è una pompa che invia il sangue in tutti i tessuti del nostro corpo, il principale vaso arterioso è l’aorta che, come gli altri vasi si dilata al passaggio del sangue. Questo avviene nella normalità dei casi, ma può avvenire una diminuzione dell’elasticità delle pareti o possono aggiungersi fattori che ostacolano il passaggio del sangue, aumentando di conseguenza la pressione.

Il nostro corpo si basa su fattori esterni (stimoli nervosi e stimoli ormonali in particolare) e regola da sé la pressione che, durante il corso della giornata, subisce variazioni a seconda sia del momento della giornata (la mattina ad esempio tende ad aumentare), sia dell’azione che stiamo compiendo (ad esempio quando siamo sottoposti a sforzi), sia delle sensazioni che stiamo vivendo (un colpo di nervoso può farla aumentare).
Ma anche considerando le variazioni la pressione arteriosa considerata “nella norma” deve comunque rientrare nei range stabiliti (75 agli 80 mmHg per la pressione minima e dai 115 ai 120 mmHg per la pressione massima).

La pressione bassa, dovuta al ridotto apporto di ossigeno alle cellule del cervello, generalmente si caratterizza da senso di vertigini, da annebbiamento della vista, da svenimenti, la pressione alta ( ipertensione) può invece causare danni gravi come arterioscelrosi, infarto, danni agli organi in particolare ai reni.

In assenza di particolari patologie e di sintomi si può misurare la pressione arteriosa anche solo quando ci si reca dal proprio medico curanteione” di trovarsi dal medico.
Altrimenti è bene controllarla sistematicamente soprattutto in presenza di particolari situazioni, come ad esempio la gravidanza. In taluni casi una misurazione settimanale si può fare anche a casa propria con lo “sfigmomanometro”, un dispositivo che consente con facilità di avere un risultato attendibile.

Lo “sfigmomanometro”, un bracciale di gomma collegato ad una piccola pompa a mano e ad una colonna di mercurio, va utilizzato in condizioni di riposo e relax. Si infila nel braccio all’altezza del cuore e si posiziona sotto il bracciale stesso uno strumento che permette di ascoltare il passaggio del sangue nell’arteria. La misurazione inizia con il gonfiamento del bracciale, il mercurio sale nella colonnina e segnala il valore della pressione. Ci sono in commercio anche dispositivi elettronici molto attendibili che consentono un’efficace autolettura. Anche per l’utilizzo di questi dispositivi valgono le stesse premesse: situazione di relax in primis.

Generalmente la mattina e la sera la pressione arteriosa è più elevata, durante il corso della giornata si riduce. La misurazione non si deve fare dopo sforzi né dopo aver mangiato o assunto caffeina o altre bevande che potrebbero alterare il risultato..

In caso di ipertensione il medico curante può prescrivere una cura e una dieta apposita. Sono infatti tanti gli alimenti che contribuiscono al regolamento della pressione arteriosa.

Tra gli alimenti indicati per chi soffre di ipertensione indichiamo l’aglio, che oltre a contribuire alla diminuzione della pressione arteriosa, è un valido alleato per la riduzione di colesterolo e per la circolazione; il limone che favorisce l’abbassamento della pressione arteriosa e contribuisce all’elasticità dei capillari; il basilico che contribuisce allo scioglimento del colesterolo e riduce la pressione, inoltre previene i coaguli di sangue; le patate che riducono la pressione arteriosa, essendo ricche di magnesio e potassio; il riso valido alleato per ridurre la pressione arteriosa, meglio se integrale. E’ consigliato ridurre l’utilizzo di sale, di caffè, di non consumare alcol e non fumare.

Una dieta apposita e uno stile di vita sano rappresentano dunque la prima cura per combattere l’ipertensione.
Foto CC BY-SA di Caremate

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