Quando usare le mascherine per virus e batteri (per coronavirus)?

Quando usare le mascherine per virus e batteri (per coronavirus)?

Quando usare le mascherine per Virus e batteri

Il Coronavirus è purtroppo l’argomento che tiene banco in questo periodo. Sono tante e diverse le cose che si sentono a tal proposito ed è opportuno fare un po’ di chiarezza.

Cos’è il Coronavirus

Il coronavirus (CoV) è un ceppo (nuovo) di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.  E’ importante sottolineare che, al di là di questo nuovo ceppo, i coronavirus ci sono sempre stati: si tratta di un’ampia famiglia di virus che portano a malattie che vanno dal banale ed innocuo raffreddore a ben più gravi sindromi respiratorie come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Ma il coronavirus di cui si parla oggi è il coronavirus 2019-nCoV identificato in Cina. 

Direttive Ministero Salute per aree a rischio e situazioni a rischio

Il Ministero della Salute (al quale è opportuno fare sempre riferimento in casi come questi) ha indicato delle direttive e delle raccomandazioni da adottare per evitare il contagio.

Se ci si reca in Cina, in particolare nelle aree a rischio, è raccomdabile di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. (attenzione: per il coronavirus 2019-nCoV non esiste ancora il vaccino)

È raccomandato di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, di evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori e di curare in modo particolare le condizioni igieniche ad esempio lavando frequentemente le mani.

Nel caso in cui si verifichino dei sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) nelle aree a rischio, è opportuno rivolgersi immediatamente a un medico.

Al ritorno è bene contattare l’Ambasciata o il Consolato del proprio Paese.

Dove si sono verificati più casi di Coronavirus?

La maggior parte dei casi di Coronavirus si è verificata nella città di Wuhan, e anche i casi registrati in altre città della Cina hanno comunque dei contatti con la città di Wuhan. Si sono registrati casi anche tra il personale sanitario che è stato a stretto contatto con i pazienti.

Il 30 gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Coronavirus in Cina emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.

Secondo la valutazione del rischio da parte dell’OMS, il rischio è

  • molto alto in Cina
  • alto a livello globale

Coronavirus: la situazione in Italia

Con un’ordinanza del ministro della Salute l’Italia ha bloccato il 30 gennaio tutti i voli da e per la CIna per 90 giorni. Il Governo Italiano in data 31 gennaio ha dichiarato lo Stato di emergenza, ha stanziato i primi fondi ed ha nominato  il Capo della protezione civile Angelo Borrelli Commissario straordinario per l’emergenza.

Il 30 gennaio dall’Istituto Spallanzani sono stati confermati i primi due casi di Coronavirus in Italia: si tratta di una coppia di turisti cinesi ricoverati in isolamento dal 29 gennaio.

Come proteggersi dal Coronavirus

E’ bene precisare che se non si vive una situazione a rischio non occorre adottare le misure di sicurezza, ma è sufficiente adottare le misure standard di protezione atte a ridurre l’esposizione a malattie respiratorie. Quindi lavarsi spesso le mani, evitare il contatto con persone con malattie respiratorie, starnutire e tossire in un fazzoletto da gettare immediatamente.

Ci sono poi i Dispositivi di Protezione Individuale per Virus e Batteri che andrebbero riservati solo nelle situazioni a rischio, ad esempio per viaggi o contatti con persone infette.

E’ bene sottolineare che i respiratori adatti sono certificati in base alla normativa EN149 di categoria FFP2 (50630 ; 50631; 50641) o superiore (50651). I DPI si compongono da mascherine, comprese le mascherine per virus e batteri guanti, tute protettive.

Le mascherine certificate come DPI sono realizzate per ridurre l’esposizione degli utilizzatori alle particelle sospese nell’aria, quindi ne impediscono l’ingresso nell’organismo. Lo scopo primario di una maschera chirurgica invece è quello di evitare la diffusione nell’ambiente delle particelle biologiche espulse dall’indossatore. Le mascherine chirurgiche quindi non sono adatte a proteggersi dal coronavirus mentre le sono le mascherine certificate con fattore protezione FFP2 o FFP3.

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