Quando vanno in calore i gatti?

quando vanno in calore i gatti?

Chi ha un gatto molto probabilmente è passato o sta passando in una fase durante la quale vede il proprio micio cambiato. Non temete molto probabilmente si tratta quando il gatto attraversa la fase del “calore”. Vediamo in cosa consiste e quando vanno in calore i gatti.

Quando avviene il primo calore nei gatti

Nei gatti, il primo calore si verifica tra i quattro e i dodici mesi, a partire dai quali il gatto è a tutti gli effetti sessualmente maturo. Generalmente le femmine vanno in calore in primavera e in autunno. Se la fecondazione non avviene, ossia se la gatta non si accoppia, il ciclo si ripete, anche già dopo nove giorni. Durante il periodo del calore la gatta è sempre pronta per l’accoppiamento e, durante l’accoppiamento, avviene l’ovulazione. Il ciclo calore-non calore prosegue per tutto l’anno tranne d’inverno, quando si interrompe per il freddo.

Come funziona il calore nei gatti

Nella gatta si parla di ciclo estrale. La gatta ha l’ovulazione indotta, l’ovulazione avviene nel momento in cui la gatta si con un maschio. L’ovulo della gatta resta sempre nell’ovaio, e inizia a produrre estrogeni che la faranno andare in calore.

Se la gatta si accoppia, il pene del maschio, che è ricoperto di spunzon in graffia le parti intime della gatta e questo serve fa sì che scendano gli ovuli dalle ovaie. Si tratta di un meccanismo che garantisce che gli spermatozoi maschili incontrano gli ovociti femminili, e che l’accoppiamento vada a buon fine.

Quando il gatto è in calore: sintomi

Durante il periodo del calore il micio, maschio o femmina, assume atteggiamenti inconfondibili: è più affettuoso, si sfregarsi e si struscia contro i mobili, sul pavimento, contro pareti e alle persone. La femmina generalmente tende a tenere la coda alzata e a miagolare insistentemente e in maniera più forte (ha l’istinto di attirare i gatti maschi per avvisarli della sua condizione) capita che lascino tracce di urina per indicare la disponibilità all’accoppiamento. I gatti che vivono in casa tentano di uscire. E’ molto comune che i gatti durante il calore perdono l’appetito. Nella fase del calore il comportamento può diventare più aggressivo.

Non tutti i gatti affrontano il calore allo stesso modo: molto dipende dal carattere del gatto e dalla razza.

Cosa fare quando il gatto è in calore

Si possono fare due scelte: o si fa accoppiare il gatto o si sterilizza (o castra se si tratta di un maschio)

Se si decide di fare accoppiare la gatta, ci si deve aspettare una gravidanza che dura due mesi e dopo il parto la gatta non andrà in calore per un altro mese, all’incirca, perché starà allattando.

Se non vogliamo fare accoppiare la gatta occorre pensare alla sterilizzazione, si tratta di un intervento di ovariectomia, durante il quale un veterinario rimuoverà le ovaie.

Quello che non si deve fare è lasciare la situazione in sospeso: ossia tenere una gatta in calore senza optare né per una né per l’altra scelta, questo perché il calore è comunque un periodo stressante per la gatta, sia a livello fisico che mentale. La gatta è costantemente pronta all’accoppiamento e per questo trascura esigenze basilari come cibarsi. I gatti che non si accoppiano (o che non vengono sterilizzati) hanno un rischio di tumori più alto, in particolare perché, non riproducendosi mai, il loro corpo resta in una sorta di calore continuo. Questo periodo può diventare fonte di stress anche per il proprietario.

L’intervento di sterilizzazione

L’intervento di sterilizzazione è un intervento di routine che generalmente il veterinario esegue in meno di un’ora. Oltre a prevenire la riproduzione, la sterilizzazione evita al gatto di andare calore risparmiandogli stress. Sia dopo la sterilizzazione che dopo la castrazione, il metabolismo del gatto cambierà, pertando si dovrà cominciare a nutrirlo con alimenti per gatti sterilizzati, poveri di calorie.

Concludendo, il calore nei gatti è un evento fisiologico e del naturale. Intervenire sterllizzando il gatto è sicuramente la strada più semplice ed efficace per interrompere questo processo stressante per il gatto e anche per il proprietario.

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