Quando mangiare la frutta?

Quando mangiare la frutta?

Quando mangiare la frutta

Quanto faccia bene la frutta è cosa nota. Ma quando è il momento giusto per mangiarla? È opportuno mangiare solo frutta di stagione? Scopriamo la risposta a queste ed ad altre domande, scopriamo quando è meglio mangiare la frutta.

La frutta è fondamentale per un’alimentazione sana. Ricca di vitamine, antiossidanti, fibre, sali minerali e acqua, questo alimento è un connubio di gusto, leggerezza e corretta nutrizione.

Il frutto è il prodotto della pianta, che custodisce e diffonde il seme. Assieme alla caccia la raccolta della frutta spontanea ha rappresentato la base dell’alimentazione prima della nascita dell’agricoltura. La coltivazione della frutta è iniziata in modo contestuale a quella degli altri vegetali. Già in epoca romana sono stati scritti i primi trattati sulla coltivazione della frutta, si trovano testimonianze anche dai dipinti ritrovati a Pompei. La coltivazione intensiva in frutteti, invece, è recente.

Perché la frutta fa così bene

Il consumo di frutta porta molti vantaggi nutrizionali: la grande quantità di acqua,  fibre, vitamine e sostanze antiossidanti rendono questo alimento essenziale nell’alimentazione, in particolare se consumata fresca e di stagione. La composizione dei  frutti, anche quelli della stessa varietà, è complessa e varia, tuttavia ci sono caratteristiche comuni come la grande quantità di vitamina A e C, essenziali per l’organismo.

Quando mangiare la frutta: stagioni e momenti della giornata

Ok quindi la futta fa bene, anzi benissimo. Ma quando è il momento ideale per mangiarla? Quando è al top delle sue proprietà? C’è un momento della giornata migliore di un altro per consumarla? Scopriamolo

La maturazione

Le proprietà della frutta trovano l’apice durante il periodo di maturazione del frutto attraverso l’interscambio con la pianta e l’ambiente esterno. Per avere il meglio delle qualità nutritive del frutto, l’ideale sarebbe coglierlo direttamente dall’albero quando è maturo e mangiarlo immediatamente. Dal momento della raccolta, infatti, le  proprietà nutritive cominciano ad affievolire. Non è purtroppo una cosa fattibile per tutti. Scegliendo  sempre prodotti di stagione, possibilmente a chilometri zero, ci si avvicina però a questo risultato.

La stagionalità

Il periodo dell’anno in cui si consuma la frutta è quindi molto importante. Mangiare frutta è fondamentale per la salute ma, come il resto degli alimenti, è opportuno optare per la frutta di stagione. C’è infatti differenza tra il valore nutrizionale di un prodotto di stagione ed uno che non lo è.

La coltivazione in serra ed i processi di conservazione (anche per molti mesi) portano alla carenza delle particolari proprietà nutritive che ogni frutto possiede. Inoltre c’è un frutto per ogni stagione,quindi le albicocche, frutto estivo, ci sono utili proprio in estate per la presenza di potassio, utilissimo per il caldo, mentre le arance, che sono un frutto invernale, sono un concentrato di vitamina C per prevenire le  malattie da raffreddamento e influenzali. La  natura ha quindi predisposto frutti diuretici e depuranti per le stagioni calde, che servono al  corpo per eliminare le scorie dell’inverno e rigenerarsi, e frutti ricchi di vitamina C e  più calorici per le stagioni frette, utili per fortificare le difese immunitarie contro il freddo dei mesi più rigidi

A questo si aggiunta la questione del gusto.

Il momento della giornata

La frutta si può consumare in diversi modi, ma se consumata fresca è perfetta in ogni momento della  giornata, l’ideale sarebbe mangiarne due porzioni al giorno.

Ma quando magiare la frutta durante il giorno?

Ci sono dei momenti della giornata più idonei di altri per consumare la frutta? Sull’argomento ci sono diverse teorie e molto dipende dalla situazione personale: siamo a dieta? Soffriamo di particolari problemi o patologie?.

Queste le domande da porsi.

Generalmente è preferibile mangiare frutta a stomaco vuoto poiché consumare frutta durante i pasti potrebbe rallentare la digestione e portare alla formazione di gas intestinali.

Le fibre della frutta possono rallentare leggermente il rilascio di cibo dallo stomaco e la digestione ma questo può anche avere risvolti positivi poiché contribuisce a sentirsi sazi più a lungo e di conseguenza ad ingerire meno calorie nel corso della giornata.

Si pensa che se chi soffre il diabete dovrebbe mangiare frutta 1-2 ore prima o dopo i pasti poiché in tal modo si sviluppano meno disturbi digestivi nel consumare frutta lontano dai pasti.
Ma i soggetti diabetici potrebbero avere invece vantaggi nell’associare il consumo di frutta ad un pasto ricco di proteine, fibre o grassi perché queste sostanze fanno in modo che lo stomaco rilasci il cibo nell’intestino tenue più lentamente facendo assorbire una quantità minore di zucchero e portando a un aumento minore dei livelli di zucchero nel sangue.

Se si segue una dieta ipocalorica la frutta può rappresentare la merenda pomeridiana, la colazione o, in alcuni casi soprattutto nelle diete disintossicanti, il pasto sostitutivo.

Le scuole promuovono il consumo della frutta come merenda della metà mattinata: aumenta la concentrazione e sazia.

Come scegliere la frutta

E’ importante riconoscere la frutta fresca per sfruttarne correttamente le proprietà. Ad esempio, si devono preferire l’anguria e le pesche per  ottenere un’azione diuretica, la mela per combattere l’acidità di stomaco e migliorare la  digestione, limone e pompelmo come disinfettanti. In cucina invece, frutti aciduli  come quelli di bosco sono perfetti per bilanciare le note burrose della pasta frolla,  gli agrumi e il loro succo si sposano bene con il pesce crudo, le pere e i fichi esaltano le note dei formaggi stagionati

Quando si sceglie un frutto al di là della stagionalità e al di là delle singole proprietà ci sono dei parametri oggettivi che possono aiutare nella  scelta di un prodotto fresco. Già l’aspetto è indicativo: la buccia deve essere di colore omogeneo non troppo vicino alle tonalità del verde che solitamente indicano il frutto acerbo. La buccia deve inoltre essere intatta, tesa e non avere tagli o ammaccature che favoriscono l’ossidazione del frutto e il suo deperimento. La  forma regolare e la grandezza non sono sinonimo di qualità, anzi: un frutto più piccolo ha una maggiore concentrazione di zuccheri e quindi risulta più saporito. Al tatto la  frutta deve essere soda.

Il profumo è importantissimo: un frutto ma turo e zuccherino emana un profumo intenso. Frutti come mela, banana e pera vanno preferibilmente scelti con il picciolo che rappresenta un sicuro sistema di autodifesa verso attacchi di batteri dal momento della raccolta, durante il trasporto, fino all’arrivo sul banco di vendita.

In conclusione aggiungere frutta al proprio regime alimentare è sempre salutare, indipendentemente dall’orario di assunzione, purché si scelga frutta di stagione, meglio a km 0, meglio ancora se colta direttamente dall’albero e mangiata.

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