Quando il latte materno non basta più

 

Quante volte alle neo mamme viene posta la domanda “gli/le dai il tuo latte?” e alla risposta affermativa ci si sente rispondere “che fortuna”? Allattare al seno è impegnativo, ma è un’esperienza davvero unica, è un peccato non viverla. Il latte materno è un alimento insostituibile, unico, prezioso. Per questo l’allattamento al seno va protetto, incoraggiato, prolungato per più tempo possibile. Però talvolta può accadere che il latte termina all’improvviso o inizia a scarseggiare. Allora in questi casi viene in aiuto il latte artificiale.

Ma quando si capisce che il latte materno non basta più?

I segnali sono molteplici: innanzitutto, calo ponderale fisiologico dei primi giorni a parte, si deve verificare la corretta crescita del bambino in termini di peso e lunghezza. Per questo possono essere sufficienti i controlli periodici dal pediatra la cui frequenza può essere decisa con il medico (non sempre è necessaria la bilancia per la doppia pesata, è uno stress che si può scongiurare se la crescita è regolare); un segnale di una corretta alimentazione al seno è la serenità del bambino, anche qui occorre fare distinzione tra fame, coliche, dentizione. Spesso l’irrequietezza e lo stimolo ad attaccarsi spesso al seno sono imputabili non alla fame ma piuttosto a disturbi legati alla comparsa dei primi dentini o alle coliche.

Le poppate notturne, quando il bambino è sazio, tendono a diminuire con il trascorrere delle settimane. Un altro segnale da tenere sott’occhio è il cambio del pannolino. Il bambino deve sporcare il pannolino spesso (anche sei volte al di tra urina e feci). Ovviamente un ruolo fondamentale è lo stato generale del bambino. Un neonato che non si nutre abbastanza è sonnolento, ipotonico, piange inconsolabilmente.

Se sorge il dubbio che il bambino non assuma latte a sufficienza occorre rivolgersi al pediatra per verificare lo stato di crescita e di salute del neonato.
Qualora il piccolo stia effettivamente prendendo meno latte rispetto al necessario è importante verificare se lo si allatta in modo corretto e che non sussistano elementi di “disturbo” all’allattamento. Elementi come l’assunzione di altri liquidi che potrebbero dare una sensazione di sazietà (camomilla o acqua ad esempio), o come l’introduzione del ciuccio. Occorre verificare che il bimbo si attacchi correttamente al seno e che dunque la suzione avvenga nel modo giusto.
Talvolta è sufficiente eliminare la camomilla ed ecco che la crescita torna alla normalità.
In linea generale la produzione di latte è direttamente proporzionale alla suzione: più il bambino si attacca più latte si produce. E’ proprio la poppata che stimola la produzione di latte.
Ma ci sono anche altri fattori che influiscono sulla produzione del latte. Sono lo stress, l’alimentazione, il riposo. Allattare è impegnativo e dunque la madre che allatta deve riposare adeguatamente, non si deve stressare, deve alimentarsi adeguatamente e soprattutto deve bere tanto. Sono consigliati 2 litri e mezzo minimo di acqua al giorno. Ci sono poi delle tisane che stimolano la produzione di latte, su questo argomento ci sono opinioni contrastanti in quanto non ci sono dati scientifici in merito ma comunque l’utilizzo di tisane a detta di molte nutrici è efficace (e di certo berle non reca alcun danno). Le tisane sono a base di galega, cardo mariano ed altre erbe reperibili in erboristeria.

Talvolta non si può fare a meno di ricorrere alla famosa aggiunta di latte artificiale. In questi casi è importante che la madre non si senta inefficace o addirittura non in grado di nutrire il proprio figlio. La madre che non ha più latte può infatti reagire in maniera diversa: può essere frustrata perché teme che venga a scemare quel rapporto intimo che si crea durante l’allattamento, può anche sentirsi sollevata perché l’allattamento al seno era per lei troppo impegnativo, può sentirsi “persa” perché teme che il latte artificiale non sia valido quanto quello materno. Ogni stato d’animo, seppur diverso dall’altro, è normale.
Innanzitutto è bene precisare che il rapporto d’intimità durante l’allattamento ci può e ci deve essere anche con l’allattamento al biberon. La madre cha allatta con il biberon deve comunque essere rilassata, allattare con il bambino in braccio proprio come si fa con l’allattamento al seno. Inoltre, seppur il latte materno è certamente il più indicato, quando manca ci si può affidare con fiducia e tranquillità al latte artificiale che ogni giorno contribuisce a fare crescere dei piccoli “torelli”. Occorre inoltre cercare di vedere il lato positivo della cosa: anche il papà può allattare, la madre è più libera anche per quel che concerne il cibo, può assumere medicinali qualora ne avesse necessità .

Riassumendo: quando si teme che il latte materno scarseggia si devono verificare con il pediatra alcuni fattori nel lattante, occorre accertarsi che non sussistano elementi di disturbo nell’allattamento e solo se veramente il proprio latte non è più sufficiente si passa all’aggiunta di latte artificiale. La produzione di latte si può stimolare tenendo sotto controllo alcuni fattori. Quando il latte manca allora si può ricorrere all’artificiale.
Foto Pubblico Dominio di Petr Kratochvil

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