Quando ci pungono le meduse

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Estate tempo di vacanza, di mare e di sole. Cosa desiderare di più? Beh di certo non una puntura di medusa, evento spiacevole al quale in molti abbiamo assistito o che, peggio, abbiamo vissuto in prima persona.

In effetti se un tempo la puntura di medusa era evento raro oggi non è più cosi e non è dunque difficile trovare meduse nei nostri mari.

Colpa anche della temperatura dell’acqua più alta rispetto a tempi addietro. Ecco dunque come affrontare la “puntura” di medusa. Innanzitutto è bene precisare che la medusa non punge ma viene semplicemente a contatto con la nostra pelle e, attraverso i suoi tentatoli, rilascia una sostanza urticante che, alla medusa, serve come arma di attacco-difesa. Questa sostanza ha un triplo effetto: paralizzante, infiammatorio, neurotossico. C’è da spaventarsi? Beh se si viene “punti” nei mostri mari no perché le meduse che li popolano non sono dannose come quelle che popolano il Pacifico che, addirittura, possono essere letali. Ma comunque anche se le nostre meduse non sono tanto nocive entrarvi in contatto è comunque spiacevole e, in taluni casi, soprattutto se si tratta di meduse di grandi dimensioni, può provocare shock anafilattico.

Intanto vediamo come accorgersi se si è venuti in contatto con una medusa Il dolore che si prova è inequivocabile un bruciore accompagnato da dolore seguito subito dopo dai dei rilievi arrossati della pelle nel punto in cui la medusa è entrata in contatto. Dopo circa una ventina di minuti il bruciore si attenua per lasciare spazio ad un intenso prurito.

Nella malaugurata ipotesi che la medusa ci “punga” occorre in primis mantenere la calma. Può sempbrare un consiglio superfluo ma in realtà è molto importante in quanto l’agitazione può agevolare le tossine ad entrare in circolo. E’ bene uscire dall’acqua e lavare la zona colpita con acqua di mare. Occorre verificare se ci sono parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e, in caso, occorre eliminarle. Bisogna fare attenzione a non strofinarsi né la parte colpita né altri parti del corpo o del viso.

Spessissimo gli stabilimenti balneari sono forniti di cloruro di alluminio, la medicazione indicata nel caso di contatto con medusa, quindi è bene rivolgersi allo stabilimento (bagnino o bar) e chiedere. Se non si dispone del gel al cloruro di alluminio si può applicare una crema al cortisone che, nonostante abbia un effetto più lento, lenisce comunque gli effetti.

Questo nei casi “standard” senza complicazioni. Se invece la persona colpita presenta una qualsiasi complicazione (difficoltà a respirare, stato di confusione, pallore etc) allora è bene rivolgersi al pronto soccorso o chiamare il 118 che darà apposite indicazioni ed istruzioni. Questo anche se la persona punta ha problemi cardiaci, che con il contatto con la medusa potrebbero causare problemi anche seri.

In mancanza di complicazioni (e questo avviene nella stragrande maggioranza dei casi) la “questione medusa” si risolve nel giro di pochi giorni, è bene tenere coperta l’area colpita per tutto il tempo in cui persiste la reazione infiammatoria.
E’ doveroso precisare che non tutte le meduse sono urticanti, alcune sono davvero innocue per l’uomo. Nonostante ciò anche se si ha una minima conoscenza della specie di meduse se si vede una medusa in mare è meglio non tuffarsi ed evitare di fare il bagno, questo anche se la si vede in lontananza in quanto le meduse che pungono hanno solitamente tentacoli molto lunghi: la specie Pelagia arriva a 10 metri, la specie Physalia addirittura a 20 metri, quindi anche se ci sembra lontana i tentatoli potrebbero essere più vicini di quel che si pensa.

Ma c’è un sistema per evitare di essere punti dalle meduse?
In effetti ci sono gli Occhialini, la maschera e le tute anti-medusa aiutano sia a scorgere eventuali meduse ed a proteggere la pelle. Le tute antimedusa sono prodotte in Australia e in Italia si possono acquistare on line.
Ovviamente per i nostri mari è esagerato presentarsi in spiaggia con una tuta antimedusa ma se si fa un viaggio potrebbe essere una soluzione. Esistono poi delle creme chiamate “antimedusa” che sono state studiate e pensate prendendo esempio dal pesce pagliaccio che ha una sostanza repellente per le meduse. In commercio ci sono creme antimeduse associate alla crema con filtri solari che puntano su quattro principi in particolare, ossia rendono complicato ai tentacoli di attaccarsi perché rendono scivolosa la pelle, confondono il meccanismo di ricognizione della medusa, bloccano il sistema di attivazione delle cellule urticanti e combattono la pressione osmotica che si forma all’interno dei nematocisti.

Detto questo, è però innegabile una cosa: alcune meduse sono davvero bellissime, creature del mare affascinanti e sinuose.

Foto di pubblico Dominio di aravakense

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