Quando chiedere l’agevolazione per l’acquisto di macchinari 4.0

Quando chiedere l’agevolazione per l’acquisto di macchinari 4.0

Allo scopo di favorire la crescita aziendale, la Legge di Bilancio 2020 ha incrementato gli incentivi e ridotto le tempistiche di utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti delle imprese in Industria 4.0.

La legge di bilancio 2021 ha potenziato gli incentivi e ridotto le tempistiche di utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti delle imprese in Industria 4.0.

Le agevolazioni previste dal Piano Nazionale Transizione 4.0, come riporta il testo normativo, riguardano: “tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato“.

Le facilitazioni previste riguardano soprattutto l’acquisto di beni strumentali, ovvero macchinari 4.0, con un credito d’imposta previsto fino al 50%. Quali novità dovranno aspettarsi gli imprenditori?

Quali sono gli incentivi per l’acquisto di macchinari?

La Legge di Bilancio 2020 opera una distinzione tra due diverse tipologie di macchinari.

Da un lato abbiamo i cosiddetti macchinari 4.0, ovvero i macchinari innovativi che, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, dovrebbero favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.

Per legge, i beni materiali Industria 4.0 sono “beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti”. In questi casi si può contare su un credito d’imposta fino al 50% del costo per il 2021 per tornare al 40% nel 2022.

Per quanto riguarda invece l’acquisto di macchinari non 4.0, il credito d’imposta è del 10%, elevato al 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile. Nel 2022 l’agevolazione scende al 6%.

Non soltanto le macchine utensili (per un approfondimento sulle macchine utensili usate visita il sito di Mach-Trade) rientrano nella definizione di “beni materiali” passibili di agevolazione. Possono infatti rientrare nel credito d’imposta anche sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (ad esempio sensori, sistemi per la tracciabilità dei prodotti, ecc.), oppure dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (ad esempio sistemi di sicurezza per prevenire infortuni, diminuire errori ed aumentare l’efficienza).

Chi potrà usufruire dei bonus nel 2021?

È l’Agenzia delle Entrate a chiarire questo aspetto. Possono accedere al credito d’imposta 2021  tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato,  indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale.

Da dopo l’entrata in vigore del decreto chiamato “dignità” del luglio 2018, i beni acquistati devono essere operativi all’interno del territorio nazionale.

Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

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